Etimologia del termine Arbitrato


Nota culturale


Il termine "Arbitro" e derivati, (Arbitrato, Arbitraggio, Arbitrare, e simili), Ŕ utilizzato attualmente, sia in ambito Giudiziario, limitatamente a procedimenti non a cura dello Stato, come anche in ambito Sportivo, nel quale ultimo settore Ŕ molto diffuso e noto al pubblico.

Il termine Ŕ di derivazione Latina, "Arbiter" (Arbitratus, ecc.).

Per la precisione, "Arbiter" deriverebbe dal termine Sabino, <ar bitere>, (latino classico <ad itere/ad ire>, italiano <adire/andare/partecipare>)*, senza altre connessioni note precedenti, ed utilizzato ai primordi della Storia, per indicare la persona che "era andata in un posto", "era stata presente ad un avvenimento", e che quindi poteva testimoniare sul fatto, da cui, per estensione, lo "Spettatore", il "Testimone", e simili.
In seguito, per traslato, il termine Ŕ passato ad indicare la persona che essendo a conoscenza dei fatti, era in posizione dominante, "Autorevole", e quindi in grado di decidere per sÚ e per gli altri, ecc., e di porsi come Giudice sopra le parti.
L'Arbiter era l'AutoritÓ designata a "Giudicare" per libera scelta delle Parti, in contrapposizione al Judex, derivato dal latino, "Jus dicere", (dire giusto, corretto) che era invece l'AutoritÓ designata a "Giudicare", per decisione dello Stato.

L'uso del termine Ŕ sopravvissuto al medioevo, ed Ŕ giunto fino ai nostri giorni, utilizzato in tutto il mondo, e passato anche in settori inizialmente estranei, come lo Sport.

* Notare la deriva della lettera "R", classica nell'Italia centrale, come dall'italiano "il" al romanesco "er", e simili, e la parimenti usuale caduta della "B" , da "bitere" ad "itere", (it. "itinerario"), o la trasformazione di "B" in "V" e viceversa, come rimasto nell'italiano "Andare" nelle voci Vai, Vanno, ecc., ed anche il toscano "V˛", residui della coniugazione primaria del verbo sabino "bitere", coniugabile in beo, bos, bitum, bitere, equivalente al latino, eo, is, itum, ire.

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